i. L’assenza di crisi è dovuta, probabilmente, al fatto che la domanda è sempre molto alta e il suo mercato fiorente: giovani alla prima esperienza, uomini che vogliono cambiare donna quando desiderano senza mai rinunciare, mariti insoddisfatti, adoni mancati, maschi che rivendicano un ruolo di potere o, magari, solamente, evasione, di intrigo, di gioco.Un sabato sera, qualche mese fa, io e le mie amiche Angelique ed Estelle eravamo ad un party in casa di amici in centro per festeggiare un traguardo professionale in grande stile. Nel momento in cui stavo pensando di andarmene, stanca, annoiata e sola, Estelle stava flirtando con il fratello del padrone di casa e Angelique era già arrivata accompagnata, mi si è avvicinato un ragazzo, Eric, 31 anni, dal fisico scultoreo con una scusa talmente banale che nemmeno ricordo.
Dopo due chiacchiere disimpegnate, l’argomento è caduto sul tema del lavoro. Mi ha confessato candidamente di fare l’escort. Vedendomi trasecolata non poco e dubbiosa di non aver capito bene si è affrettato a precisare ironicamente: “Ma non sono in servizio”. Poiché, però, era un conversatore amabile e divertente ho accettato di buon grado l’invito a prendere un cappuccino il giorno dopo. In vena di confidenze ho appreso quella domenica mattina e in qualche piacevole incontro successivo cosa potesse spingere un ragazzo così a fare l’accompagnatore: “Sono un appassionato di blind date. Mi piace conoscere per non rimanere solo. Non cerco partner diversi ogni sera. Ma, quando incontro, capisco subito dove si va a finire, 9 su 10 vogliono quello e, quindi, vedo di arrivarci il prima possibile e poi tornare a casa. Magari perchè posso parlare con qualcuno al quale sono più legato della persona con cui ho appena fatto sesso”.
Ho capito subito che si stava riferendo a me. Da un po’ di tempo, infatti, aveva la singolare abitudine di telefonarmi la sera quando rientrava. Gli piacevo fisicamente ma, soprattutto, caratterialmente. Allora non ho potuto fare a meno di domandarmi: quanto i condizionamenti esterni (lavoro, religione, ideologia politica, status sociale, altezza, lunghezze) possono influire su qualcosa di incondizionato come dovrebbe essere l’amore?
Nel caso di Eric, sarebbe impensabile immaginarlo come compagno, abituato com’è, con il suo stile, a mettere a proprio agio la persona che si trova con lui, a farle credere che si stia trovando benissimo, che gli faccia provare sensazioni uniche quando, molto spesso, sta pensando solo a cosa manca in frigorifero.
Osservandolo, si sarebbe potuto pensare che avesse tutto: bellezza, fascino, eleganza, savoir-faire, frequentazioni raffinate (le stesse “conoscenze” occasionali che, secondo Florent, le persone come Eric in realtà detestano)... invece era, semplicemente, un ragazzo solo che avrebbe voluto degli amici con cui parlare, con cui uscire o che facessero parte della sua vita. Era un uomo che non riusciva più a staccarsi dal meccanismo di finzione nel quale, inconsapevolmente, si era trovato sempre più coivolto.
Una sera ho capito che avrebbe voluto fare l’amore con me, forse per la prima volta, forse per l’ultima. Mentre rientravo a casa in taxi mi trovavo a riflettere su come le esperienze della nostra vita siano come tanti tatuaggi indelebili. E, sebbene continuassi a trovare esilarante di avere detto no ad un escort, in quel momento, ho realizzato che non avrei voluto provare le sue stesse sensazioni. L’amore non ha un tempo. Stavo ripromettendo a me stessa che non mi sarei lasciata usare, neanche mentalmente. Non avevo detto no all’escort, avevo detto no all’uomo. Non avevo detto no al suo lavoro, avevo detto no al suo cuore.
