bilizzanti durante i quali la mente si affolla di mille dubbi, interrogativi, paure.Questo è il mio primo giorno sul blog. La prima domanda: cosa scriverò? La seconda: cos’è per me questo blog? La terza: perchè mi sono lasciata convincere da quelle serpi che con le buone o con le cattive mi hanno spinto su vari fronti a fare quest’esperienza usando anche l’arma più perfida che possa esistere per qualunque essere umano dall’ego sviluppato maggiormente rispetto alla norma alla quale dovremmo mediamente attenerci? La lusinga. Sei divertente, ironica, sufficientemente sprezzante, tagliente, sagace... peggio delle sirene!
Abituata a leggerne taluni ai quali, con mia grande sorpresa, giorno dopo giorno, mi sono appassionata (i nomi non li rivelerò nemmeno sotto tortura), nei quali ho imparato a conoscere, attraverso le parole, stralci di vissuto di persone sconosciute e mi sono dilettata, talvolta divertita, a commentare, suggerire, provocare, adesso mi trovo davanti a questo contenitore da riempire con pensieri sparsi, frammenti di vita che mi pongono davanti a me stessa e al mondo in modo più profondo, quasi analitico. Non siamo più abituati a conoscere le persone dalle parole: preferiamo un’estetica, un abito, un atteggiamento, uno sguardo, quel quid che ci attrae o ci respinge. Al mondo siamo tutti come cariche elettromagnetiche?
Eppure, ogni giorno, ognuno nella propria città, entriamo inevitabilmente in contatto con la vita degli altri. Ma allora il mondo è un blog della realtà? Milano, Parigi sono uguali al mio contenitore virtuale? Le persone che conosciamo, ma anche quelle che non conosciamo... ci incuriosisce la loro vita, cosa fanno, cosa erano, cosa sono diventate, perchè le incrociamo esattamente in quel momento. Ci troviamo a domandarci chi sia il nostro vicino in metropolitana, il ragazzo che siede al tavolo di fronte mentre mangiamo nella pausa pranzo, la signora bionda elegante di mezza età che aspettava come noi al giapponese take away, la coppia seduta sulla panchina al parco, l’uomo distinto nel suo gessato che ci scontra nello struscio in centro. Del resto, anche le dinamiche dell’innamoramento iniziano in questo modo. L’altro giorno la mia amica Angelique era al supermercato. Sempre distratta e di corsa, si scontra letteralmente con un ragazzo, di quelli che ringrazi subito il cielo di aver messo sulla tua strada. Uno sguardo, un sorriso, un ammiccamento e un po’ di autocompiacimento che non guasta mai. Parola dopo parola sono finiti... alla cassa, uno sguardo nel carrello e la rivelazione: quante cose si capiscono di una persona guardando dentro il carrello della spesa. Un numero di telefono... e il gioco è fatto. Nel mondo virtuale sarebbe stato diverso?
